Voce di uno che grida nel deserto. Commento al Vangelo di Luca 3,1-6

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 3,1-6

«Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!»

Commento

«Nell'anno quindicesimo...»

La contestualizzazione di questo annuncio che Dio rivolge a Giovanni fa riferimento ad una serie di personaggi non molto positivi: Tiberio Cesare, Ponzio Pilato, Erode, Filippo, Lisània, Anna, Caifa... Ognuno di loro è stato, in qualche modo, artefice di vicende piuttosto tristi dal punto di vista storico e sociale. Come dice l'apostolo Paolo, però, «dove abbonda il peccato, ha sovrabbondato la grazia» (Romani 5,20). Il Dio di Gesù è Dio nella e per la storia. È nella storia che Dio sempre si manifesta, per quanto essa sia ingiusta, oppressiva e profana. Proprio in questa storia, così travagliata dal peccato dell'uomo, Dio decide di far accadere l'evento più importante della salvezza: Gesù.

Sta a noi, oggi, scegliere a quale narrazione credere e quale storia vivere: quella imposta dal mondo o quella della salvezza proposta da Dio.

«La parola di Dio venne...nel deserto»

Due sono i luoghi prediletti in cui Dio comunica con l'uomo: il monte e il deserto. Il monte è il luogo dell'incontro, della rivelazione, della consolazione, della salvezza. Il deserto invece, il luogo della ricerca, del cammino, della precarietà, della speranza.
È proprio nel deserto che la parola di Dio «venne su Giovanni»: nel luogo dell'assenza, della precarietà. Lì il Signore annuncia la salvezza.

Ancora oggi, la vita del cristiano si svolge in questa continua dialettica tra la cima del monte e il cammino nel deserto: tra la consolazione dell'incontro con Dio nella fede, che ci riempe del suo amore e ci lascia pregustare la gioia della salvezza, e il cammino faticoso ed incerto di ogni giorno, disseminato da ingiustizie e sofferenze che ci chiamano a sperare contro ogni speranza in un Dio che sembra restare continuamente sconfitto.

«Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!»

Da cosa riconosceremo questa salvezza di Dio? Quale sarà il segno

«Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate»

Sono tutte immagini di giustizia.
Il Signore riempirà i burroni: colmerà ogni vuoto esistenziale, guarirà le ferite del peccato, restituirà ai poveri quanto è stato loro ingiustamente tolto.
Il Signore abbasserà ogni monte: distoglierà lo sguardo da tutte le glorie e i meriti umani, ignorerà le esaltazioni prive di carità, annullerà tutte le sopraffazioni sociali.
Il Signore spianerà le vie impervie: consolerà coloro che hanno vissuto nella sofferenza, nelle difficoltà, nell'indifferenza. Si prenderà cura col suo amore materno di tutti coloro che hanno vissuto nel pianto.

Ogni nostro gesto, ogni nostra scelta, rappresentano una specie di sentenza sul nostro tempo: 
Possiamo allungare la storia del mondo, scegliendo di vivere nell'indifferenza, nell'egoismo o semplicemente nella tolleranza dell'ingiustizia 
Oppure, possiamo scegliere di accorciare i tempi della manifestazione della salvezza, il compimento della storia già iniziato con Cristo, vivendo come lui: nella carità, nella giustizia e nella compassione verso chi soffre. 

Prima lettura

Libro del profeta Baruc 5,1-9

«Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria
che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perché Dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta' in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare
ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia
alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui»

Salmo responsoriale

Dal Salmo 125 (126)

Grandi cose ha fatto il Signore per noi

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell'andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.



Seconda lettura

Dalla lettera di san Paolo ai Filippesi 1,4-6.8-11

«Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.»

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