La pecora smarrita. Commento al Vangelo di Matteo 18,12-14

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,12-14

«In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda»

Commento

«Non c’è chiusura o lontananza che non possa essere aperta o avvicinata da lui che vi porta la sua salvezza. Anzi, l’abisso di miseria rivela meglio la sua grazia»
(Silvano Fausti)

Dio sta sempre alla porta della nostra anima e ci cerca, come un mendicante del nostro amore!

«Ecco, sto alla porta e busso» (Apocalisse 3,20)

Ecco la Buona Notizia: non c'è smarrimento, non c'è lontananza, non c'è dis-sperazione che non possa essere raggiunta dal Suo amore.
Gesù, anche sulla croce, l'ha testimoniato: ha amato così tanto l'uomo da accettare di lasciarsi mettere nel punto più distante da Dio, perché in quella distanza fossero contenute tutte le distanze degli uomini, perfino le più profonde, le più incolmabili. In Cristo, non c'è lontananza da Dio che non possa essere da lui amata e guarita.

«Nell’amore vero non siamo noi ad amare gli sventurati in Dio, è Dio in noi che li ama»

(Simone Weil)

Ecco un'altra Buona Notizia: se vogliamo essere autentici testimoni di Dio abbiamo una strada sicura: percorrere la via della dell'amore preferenziale per i lontani. Facendoci prossimi - vicini - a coloro i quali si sentono lontani da Dio, dall'Amore, e rallegreremo il Padre. Questa è la gioia di Dio, la sua gloria, la festa del Cielo!
Facciamoci suoi collaboratori in questa ricerca d'amore!

Prima lettura

Libro di Isaia 40,1-11

«Consolate, consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Una voce dice: «Grida»,
e io rispondo: «Che cosa dovrò gridare?».
Ogni uomo è come l’erba
e tutta la sua grazia è come un fiore del campo.
Secca l’erba, il fiore appassisce
quando soffia su di essi il vento del Signore.
Veramente il popolo è come l’erba.
Secca l’erba, appassisce il fiore,
ma la parola del nostro Dio dura per sempre.
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri»

Salmo responsoriale

Dal Salmo 95 (96)

Ecco, il nostro Dio viene con potenza.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta.

Esultino davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

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