La persecuzione. Commento al Vangelo di Luca 21,12-19

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,12-19

«In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita»

Commento

«Sarete odiati da tutti a causa del mio nome»

Quando nella Scrittura incontriamo la parola mondo, dobbiamo sforzarci di discernere il suo significato. Il termine mondo, infatti, nella Bibbia viene utilizzato con tre diverse accezioni:

  • mondo, inteso come la creazione, la terra nella sua fisicità, che il Padre per una libera scelta d'amore ha creato.
  • mondo, inteso come fine ultimo dell'azione salvifica di Dio, quindi l'insieme di tutta la famiglia umana amata da Dio che cammina verso di Lui («non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo» Giovanni 12,47, «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» Giovanni 3,16).
  • mondo, inteso come 'l'Anticristo', ovvero quella realtà sociale che da sempre contrasta l'azione d'amore del Padre per i suoi figli, che respinge i pensieri e le vie di Dio, che si oppone alla giustizia. In sintesi, il 'male', che Gesù ha disarmato amando fino alla fine, fino a donare la sua vita. («Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia» Giovanni 15,18-19. «Il principe di questo mondo sarà gettato fuori» Giovanni 12,31))

Ecco, in questa pagina di Vangelo, l'origine di tutte le persecuzioni preannunciate da Gesù, viene riscontrata nel mondo, inteso nella sua terza accezione. E la persecuzione diventa, inoltre, il sigillo di ogni autentica testimonianza cristiana.

Nella nostra realtà odierna (Europa, XXI sec) la persecuzione, che subisce chiunque si ponga in modo serio e profondo alla sequela di Cristo, evidenzia il suo carattere sociale: essa consiste in un radicale rifiuto di tutte le logiche di Dio, del suo Vangelo e degli uomini che se ne fanno portavoce.

Il Vangelo testimonia l'amore fraterno, il mondo ricerca la competizione,
Il Vangelo testimonia la fiducia reciproca, il mondo istiga al sospetto,
Il Vangelo testimonia la giustizia sociale, il mondo si fonda sulla disuguaglianza,
Il Vangelo testimonia l'equità, il mondo ricerca il successo e i privilegi,
Il Vangelo testimonia l'umiltà, il mondo promuove la scalata sociale,
Il Vangelo testimonia l'amore di Dio per i più piccoli, il mondo osanna i potenti,
Il Vangelo testimonia l'accoglienza di ogni vita, il mondo esclude, emargina, giudica degni o meno di farne parte.
Il Vangelo testimonia la sobrietà, il mondo ricerca il benessere iniquo,
Il Vangelo testimonia la speranza in Dio, il mondo porta alla di-sperazione.
Il Vangelo ha come Dio il Signore, il mondo ha come dio - un idolo - il denaro.

Il cristiano di ogni tempo è chiamato a scegliere tra il Vangelo - Cristo - e il Mondo - l'Anticristo.

Scegliere il mondo è facile e molto più conveniente: consente una vita (non la Vita), tranquilla, indisturbata, approvata dai più.
Scegliere contemporaneamente Cristo e il mondo non è possibile («chi non è con me è contro di me» Matteo 12,30). Chi dice di riuscirci sta comunque scegliendo il mondo.
Scegliere radicalmente Cristo, invece, non è facile, ed ha delle conseguenze destabilizzanti: essere rifiutati dal mondo, persino dai propri amici e dalla propria famiglia «Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici», essere uccisi «uccideranno alcuni di voi», cioè esclusi dai circoli di relazioni sociali, essere disprezzati «sarete odiati da tutti a causa del mio nome», per essersi schierati dalla parte di coloro che il mondo condanna (i poveri, gli ultimi, gli indifesi).
Ma scegliere radicalmente Cristo significa, al tempo stesso, Vivere - nell'inquietudine profetica - con «fede certa, speranza retta, carità perfetta» (San Francesco di Assisi, Fonti Francescane 276), sapendo che il suo Giudizio è diverso da quello del mondo e neanche un capello del nostro capo andrà perduto.

Prima Lettura

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo 15,1-4

«Io, Giovanni, vidi nel cielo un altro segno, grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi, poiché con essi è compiuta l’ira di Dio.
Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco; coloro che avevano vinto la bestia, la sua immagine e il numero del suo nome, stavano in piedi sul mare di cristallo. Hanno cetre divine e cantano il canto di Mosè, il servo di Dio, e il canto dell’Agnello:
«Grandi e mirabili sono le tue opere,
Signore Dio onnipotente;
giuste e vere le tue vie,
Re delle genti!
O Signore, chi non temerà
e non darà gloria al tuo nome?
Poiché tu solo sei santo,
e tutte le genti verranno
e si prostreranno davanti a te,
perché i tuoi giudizi furono manifestati»

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 97 (98)

Grandi e mirabili sono le tue opere, Signore Dio onnipotente.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne.

Davanti al Signore
che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

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