Giustizia e Misericordia. Commento al Vangelo di Luca 18,1-8.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 18,1-8. 

«In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Commento

Giustizia e Misericordia

Perché la giustizia di Dio, nell'immaginario comune, spaventa così tanto? Può l'Amore (1Gv 4,8), nostro Padre (Mt 6,9), colui che ci ha disegnato sulla palme delle sue mani, giurando di non abbandonarci mai (Is 49,15-16) farci del male? Chi ha trasformato Dio Misericordioso, padre di Gesù, in un terribile castigatore?
Probabilmente è stata l'umanità, deformata dal peccato, a deformare a sua volta il volto di Dio, a trasformare la sua Giustizia in un'ingiusta punizione da evitare in tutti i modi. Troppo spesso quando ci rivolgiamo a Dio nella preghiera, usiamo formule e riti che ci inducono a porci in un atteggiamento di paura verso un dio al quale chiediamo di non fare giustizia, o almeno di esonerarcene.
Abbiamo indebitamente contrapposto la Misericordia di Dio alla Giustizia di Dio, identificando l'una come antitesi dell'altra. Il Signore, con questa parabola, viene a portarci una Buona Notizia, a capovolgere i nostri schemi, liberandoci dalla paura: per spiegare l'importanza di pregare costantemente, di rivolgersi a Dio con fiducia e a cuore aperto, porta l'esempio di una vedova che chiedeva giustizia. Parla cioè di una persona, che insieme agli orfani e agli stranieri, rappresentava la categoria sociale meno tutelata, praticamente priva di diritti. Era paradossale, agli orecchi di un ebreo, sentir parlare di una vedova che insistentemente chiede giustizia, per di più ad un giudice disonesto. Gesù, con questa parabola, spera di liberare il volto di Dio dalle nostre deformazioni: pregare è chiedere a Dio di fare Giustizia, perché la Giustizia di Dio sorpassa quella degli uomini, quella delle leggi, perfino quella del buon senso comune. La Giustizia di Dio è quella che Maria aveva ben compreso in cuor suo: «ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote» (Lc 1,46-55). La Giustizia di Dio è Giustizia per le vedove, gli orfani e gli stranieri, per i poveri e i piccoli, per gli indifesi, per gli oppressi. La Misericordia, invece è pietà, vicinanza del suo cuore alle miserie dei suoi figli. Come possono contrapporsi? Giustizia e Misericordia in Dio coincidono, sono espressioni dello stesso Amore. Tanto a livello sociale, nella sua predilezione per coloro che questo mondo scarta, per i piccoli e i poveri, quanto a livello spirituale: la nostra anima può rivolgersi a Dio con fiducia, 'senza stancarsi mai', senza timore, perché lui è Giusto e Misericordioso, pone il suo cuore sulle nostre ferite e fragilità più profonde e le guarisce con amore.

Prima Lettura

Dalla terza lettera di san Giovanni apostolo 3Gv 5-8

«Carissimo [Gaio], tu ti comporti fedelmente in tutto ciò che fai in favore dei fratelli, benché stranieri. Essi hanno dato testimonianza della tua carità davanti alla Chiesa; tu farai bene a provvedere loro il necessario per il viaggio in modo degno di Dio. Per il suo nome, infatti, essi sono partiti senza accettare nulla dai pagani. Noi perciò dobbiamo accogliere tali persone per diventare collaboratori della verità»

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 111 (112)

Beato l’uomo che teme il Signore.

Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. 

Prosperità e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto. 

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.

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