Gesù piange su Gerusalemmme. Commento al Vangelo di Luca 19,41-44.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 19,41-44

«In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.
Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

Commento tratto da AltraNarrazione

«Quando fu vicino, alla vista di [Gerusalemme], pianse su di essa» 

È il pianto di chi subisce un rifiuto. Gesù desidera donarsi pienamente, è il sommo Bene, eppure viene travisato. È la Via, ma noi non cerchiamo, è la Verità, ma noi ci accontentiamo di formule, è la Vita, ma noi ci rivolgiamo agli idoli. Non solo, quindi, non accogliamo Dio, ma lo barattiamo con qualcosa che si oppone a Lui e, di conseguenza, anche a noi.

«Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te» (Luca 13,34)
«Non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata»

La deformazione della relazione con Dio e l’indisponibilità a rimanere nella dinamica costruita sull'ascolto reciproco, hanno come tragico effetto, il mancato riconoscimento dei segni della sua presenza. Ci irrigidiamo, per disillusione o per disperazione, sostituiamo la profezia con le strutture, i carismi con le forme. E a chi denuncia la nostra connivenza con un Sistema di ingiustizia riserviamo un destino spietato: discredito o morte. Preferiamo difendere gli apparati dell’Iniquità, in cambio di qualche gratificazione materiale o psicologica, piuttosto che tornare di corsa dal Padre e ritrovare, così, la nostra dignità di figli amati e capaci di amare. Rifiutando i profeti e dileggiando i luoghi di incontro indicati in Matteo 25, scegliamo, con l’asservimento alle logiche del mondo, la disumanizzazione. Dio, invece, ci spinge alla libertà insegnandoci a rompere tutte le catene attraverso l'esperienza di misericordia/compassione, ricevuta e restituita.

Prima Lettura

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo 5,1-10

«Io, Giovanni, vidi nella mano destra di Colui che sedeva sul trono, un libro scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli.
Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra, era in grado di aprire il libro e di guardarlo. Io piangevo molto, perché non fu trovato nessuno degno di aprire il libro e di guardarlo. Uno degli anziani mi disse: «Non piangere; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli».
Poi vidi, in mezzo al trono, circondato dai quattro esseri viventi e dagli anziani, un Agnello, in piedi, come immolato; aveva sette corna e sette occhi, i quali sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra.
Giunse e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono. E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi, e cantavano un canto nuovo:
«Tu sei degno di prendere il libro
e di aprirne i sigilli,
perché sei stato immolato
e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue,
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione,
e hai fatto di loro, per il nostro Dio,
un regno e sacerdoti,
e regneranno sopra la terra».

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 149

Hai fatto di noi, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti.

Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze,
con tamburelli e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona i poveri di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria,
facciano festa sui loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca:
questo è un onore per tutti i suoi fedeli.

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